I Pensierini dello Skipper

 

 

 

 

 

 

 

 

Quella del Velaio non è una vita facile !

 

Immaginate di andare dal Vs sarto e di chiedergli di confezionare un abito che possiate indossare senza sentirvi impacciati , sia che diventiate più grassi , sia che diventiate più magri , utilizzando oltre tutto un tessuto il più rigido possibile ...,

ebbene questo è ciò che si pretende da un velaio quando gli si chiede di confezionare , chiaramente non un abito , ma una vela per la propria barca.

Sembra infatti che la vela abbia una forma semplice ed elementare come quella a triangolo, in realtà non è proprio così, infatti questo triangolo deve presentare al vento che la investe un particolare profilo alare , ovvero un’incurvatura tale che consenta lo svilupparsi del fenomeno aerodinamico della “portanza”, grazie al quale le imbarcazioni a vela possono avanzare quasi controvento, così come aerei pesantissimi riescono a  volare. Le vele di una barca funzionano quindi come le ali di un aereo con la differenza che mentre l’aereo può manovrare sui motori per variare la velocità e quindi il flusso d’aria che investe le sue ali, la barca a vela si prende il vento che gli arriva,  che a volte è forte e a volte debole ; così il marinaio dovrà  modellare le vele della propria imbarcazione in base alle differenti necessità ora “smagrendole” ora “ingrassandole”.

Quindi vedremo il nostro amico velaio che, con infinita pazienza, taglierà tutti pezzetti di tessuto chiamati “ferzi” , che poi cuciti uno per uno conferiranno alla vela finita quel miracoloso profilo alare che ci permetterà di andare dove noi vogliamo e non solo dove  il vento vorrebbe che andassimo !

 

 

Una strana Macchina : la Barca a Vela

  

Nella Vela apparentemente così semplice ed essenziale  , in realtà troviamo raccolti un’infinità di principi fisici : dalla legge di Archimede alle più moderne teorie dell’aerodinamica, che coadiuvati dagli studi sui materiali tecnologici, consentono  alle moderne imbarcazioni a vela prestazioni incredibili ,  concentrati di fisica applicata alla tecnologia che viaggiano quasi controvento , affrontando oceani e tempeste in tutto il mondo. Ma la vela non è solo una sfida nella ricerca dell’estremo , ma un modo di convivere pacifico  con gli elementi  ; quello che una volta era l’unico ed essenziale mezzo di locomozione che portò a soddisfare la sete di conoscenza di chi , a rischio della propria vita, volle dimostrare che la terra non era piatta, ora è diventato un semplice divertimento ; il piacere di vivere il mare senza dover inquinare, o dover fare i conti col “pieno” ogni volta che si vuole andare da qualche parte. In barca a vela mentre si viaggia si può chiacchierare senza dover gridare, non si deve far la fila , e per quanto non siate in alto vedrete sempre lontano, si respira aria pulita, fate il bagno nei posti più belli e c’è sempre silenzio, non vola la sabbia e non Vi arrivano pallonate quando prendete il sole , e i Vostri sonni saranno cullati dal dondolio del mare. Ma la vela non è solo riposo , se vorrete potrà essere agonismo feroce , tra regate mozzafiato ma senza mai scazzottate degeneranti , oppure adrenalina pura quando si esce con vento forte e si  plana come un motoscafo. A Voi la scelta , senza porVi limiti di sesso, o età  visto che la vela si può praticare con l’optimist già dai sei anni, e un fisico da ultra novantenne è sufficiente per farsi una tranquilla passeggiatina ; senza parlare poi delle barche a vela per disabili: monoposto, governabili col solo ausilio  delle mani.

Infine non dimentichiamo una cosa importantissima : che il vento è gratis , quindi invito tutti a sfruttare quell’elemento che in certe circostanze potrebbe essere fastidioso , trasformandolo in una fonte di infinita energia pulita.

 

Una Vacanza alternativa: la Crociera in Barca a Vela

  

A causa di spiagge sovraffollate e traffico estenuante,  già da alcuni anni si sta diffondendo sempre più la crociera in barca a vela, ormai diventato sinonimo di sport-relax e contatto con la natura. Contrariamente a quanto molti pensano non è necessario essere dei velisti per poter trascorrere un tipo di vacanza come questa. Basta affidarsi ad uno skipper professionista; e se nessuno dell’equipaggio dovesse avere un minimo di esperienza, sarebbe bene che lo Skipper fosse anche istruttore; vantaggio in più per gli ospiti, quello di unire alla vacanza un corso di vela. Il requisito necessario dell’equipaggio di vacanzieri è : amare il mare. La stretta convivenza con eventuali estranei non è un problema, l’importante è che tutti rispettino i propri spazi e che ognuno crei il caos solo nella propria cabina. Le cabine generalmente sono doppie, e se siete Single Vi può capitare chiunque: uomo donna o altro; non abbiate timore non dovrete sposarlo/a ma dividerci la cabina per una sola settimana. Infatti è solitamente da una settimana la vacanza crociera, in cui ogni giorno è vissuto intensamente tra navigare, bagni, soste, e spaghettate nelle migliori baie della zona, e nonostante i giorni trascorrano in fretta, quando rientrerete Vi sembrerà di essere stati fuori per un mese, e sarà un sogno quello che Vi accompagnerà nella Vostra vita quotidiana.

Il regolamento di bordo segue una linea standard, ma può variare leggermente tra Skipper e Skipper, e sarà bene concordarlo preventivamente, tenendo presente che il comandante della barca è il responsabile a tutti gli effetti, e per questo motivo, secondo  il codice della navigazione tutte le persone a bordo sono soggette all’autorità del comandante. Allo stesso tempo un buon Skipper avrà premura di far stare le persone imbarcate a proprio agio, scegliendo per loro le calette e i porti più accoglienti, risolvendo eventuali piccoli problemi tecnici nell’utilizzo degli accessori, e disporrà sul regolamento di bordo affinché la convivenza tra tutti segua una serena armonia. Solitamente non ci sono orari precisi per i pasti, spesso durante il giorno, tra un bagno e l’altro si “spizzica” per non appesantirsi troppo, e magari ogni tanto ci scappa la spaghettata; mentre a cena, dopo una giornata dispendiosa di energie, si mangia seriamente. A turno, durante la settimana, almeno una volta ognuno dovrà cucinare. Chi crede di scamparsela proclamandosi pubblicamente incapace di cucinare, allora laverà i piatti. Il dovere della cucina, che per molti potrebbe sembrare tedioso , è facilmente rivoluzionabile, trasformandolo in una gara culinaria, in cui durante la settimana, ogni membro dell’ equipaggio si esprimerà nel suo piatto migliore, dando vita ad una vera rassegna d’arte, gratificante per i cuochi e ad ampio beneficio dei commensali.

A tutti quanti, Buona Crociera                         Oliver  

 

 

La Sardegna : Perla del Mediterraneo.

 

Vivere in Sardegna è proprio una bella fortuna: niente smog, niente targhe alterne, niente file giornaliere sulle autostrade, il clima mite tutto l’anno, cibi genuini, ottimi vini...., una densità di popolazione non eccessiva che ha permesso la conservazione di grandi aree al loro stato naturale, preservando una macchia mediterranea diventata ormai rara in altre regioni, paesaggi spettacolari immersi in una natura ancora incontaminata ; ovunque la giri, la Sardegna, è tutta bellissima  da nord a sud , est ovest, sopra o sotto terra nelle grotte, sperduti tra i boschi del supramonte o lungo le coste, si ha sempre la sensazione di esplorare un altro pianeta: il pianeta terra, quello lontano dalle guerre, lontano dalla civiltà più soffocante e anonima delle metropoli , quel paese in cui al break dell’ora di pranzo puoi andare a fare un tuffo al mare, o alzandoti presto in una domenica invernale sei indeciso se andar per funghi o uscire a pesca....poi ad un certo punto ti chiamano gli amici per andare a fare un’immersione , e nel tuo conflitto di indecisioni ti ritrovi dopo un‘ora sott’acqua a giocare coi pesci, quei pesci che poco prima avresti voluto pescare e che ora sono i tuoi compagni di giochi, scatto invece fotografie perchè le emozioni non vengano dimenticate.  “ Vieni a farti un’immersione speleo a Cala Luna la prossima domenica ? “ mi chiedono gli amici subacquei una volta risaliti. “ No, grazie ho una regata “ rispondo a malincuore; incomincio a pensare che sono troppe le cose che mi piace fare, e come dicevo prima, sembra che la Sardegna non voglia porre limiti a questo genere di piaceri, chi ama la natura su quest’isola viene travolto dall’imbarazzo della scelta, e mi chiedo se non fosse vantaggioso decretare due o tre domeniche la settimana per poter fare tutto ciò di cui abbiamo voglia .......E credo che siamo giunti alla maturità di comunicare ai nostri fratelli Italiani e ormai cugini Europei, che non occorre attraversare oceani , o spingersi ai tropici per ritrovare l’ormai perduto contatto con la natura, ma è qui  a un’ora di aereo, e  troverete la perla del Mediterraneo, la Sardegna : un’isola in cui il tempo nel suo trascorrere ha voluto risparmiare la bellezza; l’isola in cui il Cittadino ritroverà il suo mondo prima che lo trasformasse. E per noi Sardi saper sfruttare la natura senza logorarla, sarà come per il cercatore d’oro, l’aver trovato un filone inesauribile.

 

Ciao

Oliviero Olivieri

 

 

Missione possibile: infondere una passione!

 

Quello dell’istruttore di vela, nei corsi per bambini è un ruolo notevolmente delicato; sicuramente non sotto il profilo tecnico, che risulta invece più semplice che con gli adulti. Grazie alla sorprendente capacità dei giovani di assimilare facilmente nozioni, e alla praticità di affrontare la vita con uno spirito di osservazione tipico dell’età: l’apprendimento risulta più spontaneo diventando un gioco interessante. A questo punto l’impegno dell’istruttore si concentra verso un altro obiettivo, forse più importante di quello di insegnare la tecnica di una determinata disciplina, ovvero riuscire ad infondere una passione, che nascendo nel bambino, una volta divenuto adulto, lo accompagnerà per tutta la vita. Infondere una passione non è cosa facile. Certamente questa non va imposta con la forza: il rigetto da parte del bambino sarebbe assoluto. Anche le grida dell’istruttore devono arrivare solo quando strettamente necessario. Il  tutto deve risultare un gioco dagli obiettivi semplici, immediati e soprattutto divertenti, al fine di crescere l’autostima nell’individuo. Le lezioni devono essere quanto più varie e piacevoli, perché gli allievi amino riviverle raccontandosi tra amici le rispettive avventure, affinché vengano esaltati gli stimoli dell’apprendimento e memorizzate le nozioni acquisite. Solo una volta che il bambino sarà contento di ciò che gli facciamo fare, riusciremo a fargli imparare più di quanto siamo in grado di insegnargli, e l’obiettivo del maestro superato dal proprio allievo sarà raggiunto.

Oliviero Olivieri