Sfruttare la spinta del vento come forza propulsiva è stata una soluzione adottata dall’uomo sin dai tempi più remoti; capire però come controllarla al punto di riuscire a dirigersi verso la direzione da cui soffia il vento stesso ha richiesto alcuni millenni.
Furono infatti già i Fenici, grandi navigatori, a sfruttare la spinta del vento finché questo era a favore della rotta che dovevano tenere, issando una grande vela quadra al centro della barca; quando si trovavano il vento contro, tiravano fuori i remi e a forza di braccia procedevano per le loro lunghe rotte. Da allora il percorso evolutivo della vela si è sviluppato molto lentamente, fino a vederne svelato ogni segreto solo nel secolo scorso, con l’avvento del volo e della relativa scoperta del principio aerodinamico della “portanza”. Ebbene, questo miracoloso principio ci permetterà di navigare quasi controvento!
Vediamo infatti, come illustrato nel disegno, che la vela vista in sezione presenta un profilo particolare detto ad “ala”; questo profilo, investito dal vento, costringe il flusso d’aria che scorre sulla superficie convessa (a destra) a una accelerazione maggiore di quello convogliato dalla superficie concava (a sinistra). Questa accelerazione dà origine a una depressione che aspirerà la vela nella direzione illustrata dalla freccia rossa, che prenderà il nome di portanza.
Questo è lo stesso principio aerodinamico grazie al quale gli aerei riescono a volare: noterete infatti che anche le loro ali viste in sezione presentano la superficie superiore particolarmente convessa, affinché il flusso d’aria che le investe le aspiri verso l’alto, conferendo così anche a mezzi pesantissimi il divino dono del volo.