Boline… andature… rotte… Boh???

Al momento stai visualizzando Boline… andature… rotte… Boh???

Chiunque abbia sentito parlare di vela avrà sicuramente sentito pronunciare la parola “bolina”: bolina mure a dritta, bolina mure a sinistra, bolina larga, bolina stretta… Alla fine il profano, annegato da termini tecnici e stanco di un idioma pressoché incomprensibile, avrà cercato di cambiare discorso o si sarà letteralmente addormentato, magari sognando mari tropicali e tempeste oceaniche.

Ma affinché questo sventurato amico di velisti incalliti possa, la prossima volta, sapere di cosa si argomenta, vorremmo qui illustrare brevemente il succo della questione.

La bolina è quell’andatura che permette all’imbarcazione di risalire il vento grazie a quel fenomeno fisico, che ha quasi del miracoloso, chiamato “portanza”.

L’andatura, che non deve essere confusa con la rotta, è la direzione verso cui orientiamo la prua della nostra barca riferita alla direzione di provenienza del vento; la rotta, invece, è il percorso che noi compiamo riferito al Nord geografico.

La portanza, infine, è un fenomeno aerodinamico che si sviluppa nel momento in cui il vento scorre fluidamente, senza moti vorticosi, su entrambe le superfici di un profilo alare (nel nostro caso il profilo della vela vista in sezione). Questo fenomeno aspira la vela verso il lato esterno, ovvero dalla parte della superficie convessa.

A questo punto la barca, coadiuvata dalla deriva (quella specie di pinna immersa sotto lo scafo che frena la barca nel suo traslare laterale, detto scarroccio), potrà tenere un’andatura di bolina. Procedendo con una rotta a zig-zag, la bolina ci permetterà di raggiungere una meta che si trova esattamente nella direzione da cui arriva il vento (sopravento).